Napoli, 15-16 maggio 2015
  FRONTIERE APERTE SU DISLESSIA E PROCESSI COGNITIVI
 
 

 
 
ABSTRACT: dr. Antonio Parisi
  Neurosviluppo e lettoscrittura
  Neurofisiopatologo, Presidente Centro Studi Delacato

 
 
 
Quando ci si pone l’ obiettivo di voler comprendere come l'uomo, nel corso dello sviluppo, abbia conseguito l'abilita' della lettoscrittura,così come, quando ci si vuole occupare di quegli alunni che non perfezionano tale abilità, per prima cosa, bisogna necessariamente superare quella falsa barriera,( edificatasi nella cultura occidentale,figlia del pensiero filosofico greco) rappresentata dalla separazione tra le scienze umane e quelle biologiche.

Se dovessimo continuare a contrapporre cio' che viene considerato naturale a cio' che viene considerato culturale, resteremmo sempre lontano dalla comprensione del problema.

Non puo' esserci alcun dubbio che, nell'era in cui viviamo, l’uomo possa cogliere il senso del” culturale”, senza la conoscenza della biologia e dell'antropologia. Allo stesso tempo, ai nostri giorni, siamo ben consapevoli che un ammasso di neuroni, anche di decine di milioni e/o miliardi, piu' o meno organizzati, isolati dal corpo dell'individuo, e soprattutto dalla sua storia, non sono capaci di dare alcun significato ad un qualsivoglia stimolo ambientale.

In un convegno così importante, come quello svoltosi a Napoli il 15 e 16 maggio 2015, non si poteva non cogliere l'opportunità di sottolineare che, proprio la comprensione di come l'uomo acquisisce quelle abilità più specie specifiche, quali la lettoscrittura sta sovvertendo il rapporto di relazione movimento/mente.

Nella nostra formazione siamo stati portati a concepire il pensiero e, dunque, la mente quale direttore d'orchestra e di conseguenza le abilità sensori motorie dell'individuo esecutori al servizio.

Recentemente,l ‘antropologo Michael Tomasello,nel suo libro Unicamente Umano:storia naturale del pensiero, ha dato un notevole contributo nel farci comprendere come, nel corso dell'evoluzione, le abilità motorie(capacità di fissare e successivamente seguire lo sguardo altrui, capacità di indicare per richiedere prima e per informare successivamente,capacità di mimare) dei primi homo,hanno condizionato non solo la nascita delle funzioni fonologiche,ma addirittura il tipo di pensiero dell'homo sapiens.

Nel corso dello sviluppo ontogenetico tali tappe(seguire lo sguardo,indicare,mimare) precedono il linguaggio ed anche il pensiero razionale.

La lettoscrittura è un'abilità sensori/motoria che si è evoluta nel momento in cui, sotto la spinta della pressione selettiva, il sistema nervoso umano, conseguiva la capacità di associare circuiti neurali che fino a quel momento non erano connessi tra di loro. Tale nuova connettività neurale garantiva nuove funzioni, più astratte,( grazie alla maggiore organizzazione), ma sempre della stessa natura:sensori motoria.

Ribadire questi concetti delle neuroscienze ci offre grandi opportunità:

1)comprendere la natura biologica e non “mentale” dell'oggetto della nostra ricerca(abilità di lettoscrittura)

2)ridefinire i contorni di tale natura:circuiti sensori motori altamente organizzati

3)guardare un soggetto con un disturbo specifico dell'apprendimento come un individuo ove nel corso dello sviluppo questi circuiti neurali sensori motori non si sono organizzati come nella “media” della popolazione. Non abbiamo più bisogno di tirare in ballo ipotesi di “intelligenza” ne, tantomeno, fantasiose,quanto dannose, ipotesi dinamiche.

4)interpretare in maniera corretta il continuum esistente tra le “difficoltà di apprendimento didattico”(dislessia,disgrafia,discalculia) e le difficoltà di “apprendimento del comportamento”(deficit attentivo,iperattivita',spettro autistico),essendo tutte regolate da una disorganizzazione neurologica,secondaria ad una anomalia dello sviluppo neuronale(proliferazione neurale,migrazione neurale,formazione delle sinapsi ed in ultimo ma non ultima,la selezione esperienzale delle sinapsi).

5)monitorare le potenzialità di apprendimento didattico dell'individuo in un epoca precedente ai 6/8 anni,attraverso il monitoraggio del suo sviluppo motorio,sia della grossa che della fine motricità, ovvero delle prassie.

 
 

 
 
ABSTRACT Dr.ssa Anna Lisa Buonomo
  Gli stati emotivi ed il gesto grafico
  Direttore Scientifico, Centro Studi Delacato

 
 
 

La storia evolutiva dell'uomo è stata caratterizzata dal susseguirsi di modifiche morfologiche( posizione bipede, slittamento del cranio, riduzione della mandibola, sviluppo della manualità fine) accompagnate da modifiche anatomiche e funzionali del sistema nervoso centrale, che si possono sintetizzare con un accrescimento della struttura corticale.

L'insieme di queste modifiche ha permesso all'uomo di sviluppare un linguaggio verbale ed una forma di comunicazione scritta.

La storia della scrittura evidenzia, però, un percorso particolare che vede sicuramente grandi modifiche morfologiche, ad esempio l'uso della mano e la coordinazione di questa con l'occhio, sostenute, come si diceva, da modifiche nell'attività cerebrale, ma anche sostanziali cambiamenti nello stile di vita dell'uomo. La scrittura si è affermata, infatti, come forma di comunicazione all'interno di gruppi sempre più numerosi con regole sociali complesse. Questa particolare condizione ha creato i presupposti per un aumento degli scambi commerciali, e da qui è nata l'esigenza di produrre dei segni grafici, che potessero indicare merci e quantità.

Così come i mutamenti morfologici sono stati accompagnati da modifiche anatomo-funzionali del SNC, anche l'aumento della complessità dei rapporti sociali ha determinato mutamenti significativi nell'attività cerebrale. In questo caso, si è verificato, più che un'espansione della struttura corticale, una maggiore integrazione delle funzioni dei lobi frontali con le aree corticali e sottocorticali.

L'ideazione della scrittura è stata, dunque, accompagnata dallo sviluppo di sistemi nervosi integrati molto complessi, che ancora oggi sono oggetto di studio per le neuroscienze.

In questo breve intervento, si cercherà di evidenziare l'importanza dell'integrazione dell'attività del sistema nervoso autonomo( sistema parasimpatico e simpatico) con quello centrale, per una corretta produzione del tratto grafico.

La scrittura sia nella fase creativa sia in quella esecutiva è esercitata sotto il controllo di circuiti corticali frontali e prefrontali. Questi hanno connessioni diffuse con le aree corticali posteriori( aree sensoriali), con quelle sottocorticali ( circuiti motori) e con le aree corticali insulari. Nella nostra discussione prenderemo in considerazione soprattutto queste ultime connessioni, perché sono rappresentative dell'attività di integrazione del sistema autonomo con quello centrale.

La corteccia dell'insula raccoglie le informazioni sullo stato del corpo( battito cardiaco, respirazione, temperatura, dolore, ecc), determinando sulla base di queste informazioni un equilibrio fisiologico( omeostasi), che identifichiamo con specifici stati emotivi.

Le connessioni dell'insula verso le strutture cortico-frontali fanno si che quegli stati emotivi condizionino il movimento della mano, oltre a quello degli occhi, della deglutizione, dell'articolazione del linguaggio. Un sistema nervoso autonomo, che vede uno squilibrio tra il sistema simpatico e parasimpatico, può mettere il corpo in uno stato di constante allerta( aumento del battito cardiaco, sudorazione, ecc) o di eccessivo riposo, modificando l'attività dei marcatori somatici. L'area dell' insula registrerebbe in questo modo un'eccessiva attività o un'ipo attività, che condizionerebbe a sua volta l'esecuzione del gesto grafico. Potrebbe verificarsi, invece, che l'entrata in eccesso di stimoli sensoriali, ad esempio un aumento degli stimoli uditivi, provochi uno stato di allerta come risposta, con le conseguenti modifiche sull'attività cardiaca, respiratoria, ecc, ecc. Ancora una volta, l'insula si troverebbe ad esaminare una condizione alterata dei marcatori somatici, alterando le risposte motorie.

Un attento esame degli errori grafici ma anche una valutazione dello stato di salute e delle risposte percettive dei soggetti che presentano un disturbo dell'apprendimento, e nello specifico disgrafia, potrebbe favorire una più accurata patogensesi dei sintomi e selezionare interventi terapeutici sempre più mirati.

 
 

  congresso delacato
  EQUIPE DELACATO
  L'equipe Delacato sarà presso la sede di Milano per i controlli dei programmi neuro riabilitativi l'8-9-10 luglio 2015
 

Centro Studi Delacato
Via Degli Aranci, 145 - Sorrento (NA)
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