RAGIONANDO SUI VACCINI

di Antonio PARISI

 
 
Il presidente dell’ordine dei medici di Napoli, ordine al quale sono iscritto dal 1985, in un’intervista rilasciata domenica 18 Ottobre 2015 al quotidiano “Il Mattino”, ha dichiarato che è disposto a portare immediatamente davanti al consiglio di disciplina qualunque iscritto all’ordine che incita a non vaccinare, al vero senza una chiara specifica sul tipo di vaccino ed età del soggetto da vaccinare. L’intervista era stata fatta perché il Ministero della Salute italiana, attraverso i media nazionali, qualche giorno prima, aveva espresso la PAURA che , interrompendo i vaccini, specie in età evolutiva potessero tornare le malattie, debellate proprio grazie alle vaccinazioni di massa. In coerenza con tale PAURA , il ministero, sempre attraverso i mass media minacciava di radiare dagli albi i medici disponibili ad ostacolare le vaccinazioni di bambini.

Negli ultimi anni, in molti paesi occidentali , e fortemente nel nostro Paese, si è dato vita ad uno scontro (poco scientifico) tra chi sostiene (istituzioni) che vaccinarsi non fa correre alcun rischio e previene le epidemie del passato, arrecando anche un notevole risparmio grazie a costi futuri evitati, e , chi è contrario (associazioni di genitori, pochissimi medici) all’obbligatorietà dei vaccini, in quanto possono essere essi stessi causa di gravi malattie (autismo) e , in ultima analisi, servirebbero solo a tutelare montagne di interessi economici.

L’ultima diatriba: vaccino Mpr (morbillo,parotite,rosolia)-malattie intestinali e successiva insorgenza dell’autismo ebbe inizio nel 1998 ,quando un medico britannico, pubblicò uno studio che metteva in correlazione i due eventi. L’aver accertato la falsità dello studio con conseguente radiazione del medico dagli albi del proprio paese non ha contribuito a spegnere l’acceso dibattito. Anzi, avendo io stesso avuto l’opportunità di conoscere in questi anni tantissime famiglie di soggetti con autismo, posso affermare che, l’opinione di diventare autistici a causa di una vaccinazione (cosa che non ha avuto alcuna evidenza scientifica) si diffonde sempre di più.

Ho incontrato tantissime famiglie che convivono con la PAURA che la malattia dei loro figli sia stata causata dalle vaccinazioni.

In tutti questi anni, la mia posizione da medico neurologo e, dunque, da presunto uomo di scienza è sempre stata molto prudente. Tale prudenza mi incoraggiava a non prendere una posizione in quanto, a mio avviso, non stiamo facendo il tifo per una scelta a discapito di un’altra bensì dovevamo e dobbiamo fare un ragionamento scientifico, cioè applicare concetti basati su conoscenze (ipotesi e verifiche) e non su verità assolute e /o difese di posizione.


Quello che non mi ha mai affascinato, ne tantomeno convinto, è stato che entrambi le parti –favorevoli e contrari ai vaccini – basavano le proprie forze su idee fondate sulla PAURA.

La PAURA che si facciano correre rischi di gravi malattie ai bambini con il vaccino, la PAURA che interrompendo le vaccinazioni ritornino le gravi epidemie.

La PAURA di chi è contrario alle vaccinazioni, sovente, è alimentata anche dal fatto che nessun medico potrebbe certificare il rischio zero, ovvero che vaccinando quel bambino ci siano 0 probabilità che si possa provocare una condizione patologica altrimenti assente.

Allo stesso tempo però bisogna evidenziare che per la medicina è un successo straordinario l’essere passati da una media di 3000 ammalati annuali di poliomelite a 3 casi nell’anno peggiore da quando tutti siamo stati vaccinati.

Questo non significa che per le famiglie di quei 3 bambini non sia stata una tragedia.

Per i genitori non conta la statistica bensì il benessere dei propri figli; questo talvolta può essere minacciato anche gravemente, da un medicinale, come da qualsiasi evento causale.

Come in ogni dibattito scientifico ,a mio avviso, un modo per affrontare la questione ci sarebbe e necessariamente deve passare attraverso l’informazione.

Un’informazione scientifica corretta e coerente con i nostri tempi non può sostenere la tesi che i vaccini possano provocare l’autismo in quanto non potrebbero provocare un qualcosa che non esiste.

E’ questo a mio avviso, il vero nocciolo della questione.

Prima che si scoprisse la fenilchetonuria, tutti quei bambini che ne erano affetti, venivano, erroneamente, diagnosticati autistici.

Se la vaccinazione provoca l’autismo, questa condizione sarebbe stata per quei bambini?

Ma loro erano autistici o affetti da fenilchetonuria?

Il termine autismo è solo un termine convenzionale, utilizzato correttamente qualora vogliamo categorizzare un soggetto che, con costanza, mostra deficit comunicativi, relazionali e maniere stereotipate.

Allo stesso tempo, le neuroscienze attuali, ci dicono che cause diverse di danno cerebrale possono avere sintomi comuni, come la stessa causa di danno neurologico (la stessa malattia), in base a dove è localizzata , può dare sintomi diversi.

Dunque, andare alla ricerca di ciò che ha causato l’autismo è come andare alla ricerca della causa di un qualcosa che non esiste, non vedo come il problema possa essere affrontato in termini scientifici.

In contemporanea al richiamo da parte delle istituzioni sul non avere PAURA della correlazione vaccino-autismo è stato molto interessante leggere su una prestigiosa rivista scientifico-divulgativa :Mente e Cervello n 129 pag. 90 (nella smorfia napoletana 90 è il numero della PAURA) quanto pubblicato da un neurologo tedesco, che insegna a Berlino e si occupa di encefalopatia autoimmune.

Dallo stesso articolo si prende conoscenza che presto l’università di Philadelphia USA persone sofferenti di disturbo della percezione, della memoria, di oscillazioni del tono dell’umore, con RMN cranio-encefalo nella norma, hanno avuto diagnosi di encefalopatia autoimmune dopo attenti e precisi esami di laboratorio e del liquor.

L’interrogativo che nasce da questi studi è di notevole interesse e deve provocare TIMORE nei medici.

E’ possibile che nei centri di ricovero psichiatrico risiedono pazienti affetti da una lieve forma di infiammazione cerebrale la cui diagnosi sia sfuggita?

Ho volutamente evidenziato le parole PAURA e TIMORE .

Quando si affronta una questione scientifica non si risponde ad un atteggiamento di paura (ho paura che il vaccino provochi l’autismo per cui non vacciniamo i figli) con un atteggiamento di altrettanta paura ( incutere la paura che senza i vaccini ritornino le epidemie) per cui incutiamo nei medici la paura di essere radiati dagli albi.

La paura porta all’immobilismo.

Penso che la questione richieda timore, ovvero rispetto per la problematica, impegno nella ricerca, forse ancora del tempo durante il quale altri errori verranno commessi e senza i quali la conoscenza non può avanzare.

Non bisogna mai dimenticare come la stessa scienza, che è un potente strumento di individuazione degli errori, per quanto rigorosa non può evitare errori al proprio interno. Nel frattempo, le istituzioni dovrebbero impegnarsi nel mettere a punto un servizio sanitario ove chi ha il sospetto di deficienza immunitaria, anche secondaria ad un transitorio stato di non buona salute, possa entrare in quel 5% -10% della popolazione che qualora non si vaccinasse non metterebbe a rischio la salute dell’intera collettività.

La funzione intestinale, le allergie, la qualità del sonno, l’immaturità alla nascita, la crescita ponderale, sono fattori che andrebbero valutati attentamente, prima di “obbligare al vaccino” , che resta il risultato di uno dei più grandi successi della medicina, visto che stiamo discutendo di “cura” e non di “epidemia”.

Le mie conoscenze scientifiche non mi permettono di sposare una “verità assoluta” , l’invito è quello di abbassare i livelli di paura ( posizioni ideologiche) , avere il giusto timore che ci permette, con forza, di chiedere alle istituzioni di rispondere alle critiche come dovrebbero, ovvero , con chiarezza, tempestività e mettendo a disposizione dell’utenza tutti i dati e tutta l’informazione.


 

 
  PROGETTO CENTRO STUDI DELACATO MARCHE ABRUZZO
  Il 26 e 27 ottobre scorso l'equipe Delacato ha inaugurato le sedi operative per le Marche e l'Abruzzo, responsabile dr.ssa Valentina SANTONE, Tutor Delacato
 

 
  EQUIPE DELACATO
  L'equipe Delacato sarà presso la sede di Milano tra il 23 ed il 25 novembre prossimo.
 

 

LE ATTIVITA' SCIENTIFICHE DEL CENTRO STUDI DELACATO
 
 
 
Martedì 17 Novembre 2015 alle ore 18,30 presso la libreria TASSO SORRENTO (Piazza Angelina Lauro) il dr Antonio Parisi presenterà il volume
  "QUANDO DECIDIAMO: siamo attori consapevoli o macchine biologiche?"
di MAURO MALDONATO, GIUNTI editore
  Il professore MALDONATO, psichiatra, docente in psicologia generale presso l'università della Basilicata sarà presente all'incontro. L'evento rappresenta un momento di riflessione e confronto sul perché facciamo le cose che facciamo e scegliamo le cose che scegliamo in un'ottica neurobiologica evolutiva.

 

 

Martedi 24 novembre 2015 ore 21.00
incontro aperto a genitori,
insegnanti, educatori su:


 

 

Sala Parrocchiale Madonna del Rosario,
Via Milano 1 Redecesio di Segrate (MI)


 
 

indicazioni per raggiungere Redecesio di Segrate:

Milano – tangenziale EST – uscita Rubattino

Seguire indicazioni per Segrate

Via Milano, 1 – entrare nel Parcheggio



 

Centro Studi Delacato
Via Degli Aranci, 145 - Sorrento (NA)
www.delacato.it