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La bellissima
storia di Lisa, narrata nel testo IL CUBO DI MARZAPANE. QUANDO SI PUO’
SFIDARE L’AUTISMO, di Christina Caflisch, è stata messa in scena
nell’ambito dello spettacolo di danza moderna di Reggio Emilia
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| Il dr David
Delacato sarà in Italia per la supervisione dei programmi
neuro riabilitativi il 12-13-14 maggio 2016 presso la sede di Roma
il 16 presso quella di Sorrento(NA). |
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Per i bambini autistici intervento
cognitivo o educativo/abilitativo? La fisica aiuta a trovare una
risposta Di Antonio Parisi
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Nel 1781
all’università di Bologna, il fisico e medico Luigi Galvani scopre il
concetto di “elettricità animale”. Con il suo noto esperimento,infatti,
riuscì a provocare la contrazione di una zampa di rana con una
scintilla elettrica. Da circa una decina di anni, nei laboratori di
ricerca sulla fisiologia del sistema nervoso, si è messa a punto una
tecnica conosciuta come optogenetica.
I ricercatori controllano il comportamento di un insetto, fino a quello
di un roditore o di una scimmia, dopo aver manipolato geneticamente una
popolazione di neuroni che divengono, così, capaci di sintetizzare una
proteina(canalrodopsina).
Tale proteina ha la capacità di modificare la sua struttura nel momento
in cui il neurone viene illuminato da una luce, ne consegne che, a tale
modifica di struttura, cariche elettriche positive (Ca++,K+,Na+)
penetrano nella cellula nervosa. Questo significa che artificialmente
possono eccitarsi o inibirsi vaste popolazioni di cellule nervose.
Grazie a questi esperimenti si cerca di capire come l’animale
acquisisce informazioni(apprendimento e memoria).
I circuiti dell’ippocampo sono tra quelli più studiati e si è potuto
osservare come falsi ricordi rappresentano ricordi a tutti gli
effetti, rendendo sempre più tenue il confine fra il reale e
l’immaginario (si riflette sulla clinica di alcune psicosi).
I ricercatori sono riusciti ad inserire un ricordo nel cervello,
illuminando i neuroni con impulsi ad alta frequenza ( stimolando la
canalrodopsina ). In tal modo,i neuroni reagiscono con segnali
elettrici ad alta frequenza, e così, si vanno a consolidare sinapsi e
ad ancorare ricordi. Allo stesso tempo,utilizzando impulsi luminosi a
bassa frequenza, si stimola un'altra proteina, provocando scariche
elettriche che indeboliscono le sinapsi, cancellando il ricordo.
L’ engramma, ovvero la traccia biologica della memoria, non e’
immutabile, ma rientra in un processo dinamico, come è la nostra
memoria. Queste nuove conoscenze , secondo una vasta popolazione di
studiosi , rappresenterebbero la prova che il trattamento
cognitivo/comportamentale , sfruttando la plasticità cerebrale, possa
essere utile per modificare i comportamenti ed i pensieri.
Nessuno di noi intende criticare tale posizione.
Il problema é quale “clinica”. Quando l’esordio della sintomatologia e’
intorno al primo anno di vita, e, quindi, i circuiti interessati non
sono quelli ippocampali ma quelli più profondi ( talamo-corticali,
cerebello-corticali), la cui alterazione funzionale può generare
stereotipie e/o disprassie , e/o gravi ritardi dell’acquisizione del
linguaggio , ha senso un approccio cognitivo?
La plasticità neurale, in un epoca della vita così precoce , è al
servizio di un approccio abilitativo/educativo.
La scienza, ad oggi, non ci mostra altra via per intervenire sul
funzionamento del cervello, nelle prime fasi della sua organizzazione ,
se non attraverso l’apprendimento inconsapevole, fondato sulle regole
biologiche dell’adattamento, abituazione, sensibilizzazione,
desensibilizzazione, condizionamento classico. |
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Centro Studi Delacato
Via Degli Aranci, 145 - Sorrento (NA)
www.delacato.it |
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