E’ tempo di aggiornamenti.
L’apertura della bocca e la forza del morso sono fondamentali per l’alimentazione, tuttavia, solo di recente si inizia a comprendere il ruolo che gioca la corteccia sensomotoria orofacciale. Uno studio del 2023 dell’University of Washington, Seattle(USA) ha rilevato che il controllo della forza del morso è dato dall’attività di singoli neuroni, mentre l’apertura della bocca richiede la risposta coordinata da parte di neuroni connessi in una rete, formata dall’aree motorie primarie, le aree somatosensoriali primarie e masticatorie corticali.
In caso di disfunzione, il neuroriabilitatore deve, quindi, tener conto della funzione neuronale localizzata ma anche di una attività di rete in cui la sincronizzazione neuronale diviene strategica per il recupero.
Gli studi condotti con l'elettroencefalografia (EEG) sulla sincronizzazione delle reti neurali rappresentano uno dei campi più dinamici delle neuroscienze moderne e questi studi associati a quelli realizzati con le risonanze magnetiche funzionali e la magnetoencefalografia hanno permesso di misurare la correlazione e l’anticorrelazione funzionale tra popolazioni di neuroni.
L’anticorrelazione in particolare è il dato più rilevante da cogliere nell’esame dei disturbi attentivi.
Una buona efficienza della funzione attentiva si ottiene quando la rete neuronale denominata DMN( Default Mode Network) riduce la sua attività mentre la rete denominata VAN( Ventral Attention Network) l’aumenta, segnando un’azione sincrona tra popolazioni di neuroni ma con un processo nervoso anticorrelato: inibito uno eccitato l’altro. Dal momento che il circuito VAN è relativo all’attenzione automatica verso stimoli esterni e il circuito DMN è, invece, relativo ad una condizione di riposo, di pensiero riflessivo, si presume che i due circuiti si attivino in maniera anticorrelata quando incombe nell’ambiente esterno uno stimolo improvviso, ma che in modo altrettanto anticorrelato si ritorni ad uno stato di riposo.
Nei soggetti con ADHD l’anticorrelazione tra la rete DMN e VAN è minore, e questo è imputato ad una sincronizzazione aberrante del circuito VAN, che non ritorna ad un adeguato stato inibitorio. Uno studio della Linkoping University(Svezia) ha esaminato questa mancata anticorrelazione tra la rete VAN e DMN in combinazione con le reti uditive corticali, rilevando che la rete attentiva automatica VAN non si anticorrela correttamente con quella di riposo DMN perché c’è un’iperconnessione con le reti uditive di un gruppo di neuroni lateralizzati a destra, facenti parte del circuito VAN. Per cui il soggetto con ADHD non riesce a ignorare il suono anche quando questo non è saliente, ed avrà difficoltà nel ritornare ad un’attività di riposo percettivo esogeno a cui fa seguito il pensiero riflessivo.
Fenomeni di iperconnettività o di ipoconnettività nei circuiti sensoriali sono riportati in molti studi sui disturbi dello spettro autistico, ed anche in questo caso si sono registrate sincronizzazioni neuronali aberranti. Particolare interesse ha suscitato una ricerca della Medical School della Cornell University(N.Y.,USA) condotta sulla corteccia somatosensoriale murina, evidenziando come “l’attività sincrona emergente durante le prime settimane postnatali sia plasmata dai contributi sottostanti del sistema GABAergico…”e come questa categoria di interneuroni inibitori a livello corticale “possiedono un’incredibile capacita di regolare il flusso di informazioni, grazie alla loro capacità di modulare gli input a lungo raggio provenienti da altre aree e modellare i circuiti locali”
Le dinamiche delle reti neuronali in termini di anticorrelazione ed il ruolo svolto dagli interneuroni inibitori nel modellare e sincronizzare popolazioni estese di neuroni possono fornire molte informazioni al neurorabilitatore, se si esamina la neuroanatomia che sostiene queste funzioni. Le reti attentive DMN e VAN vedono un interessamento delle cortecce prefrontali e rispettivamente dei giri angolari e dell’insula. Ma entrambe sono sostenute dall’attività svolta dalla mesocortex del cingolo che nella sua porzione anteriore( circuito attentivo ventrale,VAN) integra informazioni nocicettive, viscerali, emotive, vocali mentre nella porzione posteriore(circuito di default,DMN) integra e memorizza informazioni sensoriali visive, uditive e tattili. E spesso l’intervento riabilitativo deve concentrarsi su queste funzioni per regolare lo stato attentivo, soprattutto se ci si riferisce a patologie del neurosviluppo. E guardando ad esse, va ricordato che gli interneuroni svolgono la loro funzione in termini di modulazione e sincronizzazione guidati dall’attività del talamo, nucleo sottocorticale fondamentale per la selezione degli input sensoriali.
"I bambini con disturbo dello spettro autistico(ASD) presentano una serie di deficit di attenzione, sia sociali che non sociali...Generalmente sono state proposte e testate funzionalmente e neuroanatomicamente tre reti di attenzione discrete: allerta, orientamento e attenzione esecutiva. Nei soggetti neurotipici i " tre tpi di attenzione attivano percorsi neuronali indipendenti che interagiscono e si moderano a vicenda". "..lo sviluppo atipico nell'ASD si traduce in un'alterata interindipendenza delle reti attentive a causa delle differenze di potatura sinaptica che accompagnano i cambiamenti riportati nella materia grigia e bianca" "..sembra che i bambini con ASD siano caratterizzati da iperattivazione della rete attentiva posteriore in cui rientrano i sistemi predisposti alla percezione dei segnali esterni, le reti di allerta e di orientamento. "Questa iperattivazzione produce una bassa discriminazione tra stimoli di importanza elevata e bassa a causa della carenza di effetti moderatori della rete esecutiva. Di conseguenza gli schemi sociali non vengono interiorizzati in modo efficiente...
Estratto dall'articolo scientifico "Hyper and hypo attention networks activation affect social development in children whit autism spectrum disorder", M.Sbag, R. Geva, Bar-Ilan University, Ramat Gan, Israel, in Frontiers in Human Neuroscience, Brain Health and Clinical Neuroscience, agosto 2022
" I sistemi di intervento per l'autismo rimangono organizzati attorno al comportamento osservabile, mentre le neuroscienze contemporanee descrivono sempre più l'autismo in termini di come il cervello è organizzato a livello di rete. " Prove convergenti suggeriscono che l'autismo portrebbe essere meglio compreso non semplicemente come una sindrome comportamentale con correlati neurali, ma come fenotipo neuroevolutivo caratterizzato da modelli distintivi di organizzazione di rete cerebrale su larga scala. Queste differenze sembrano influenzare il modo in cui gli individui percepiscono, danno priorità, regolano e interpretano l'esperienza..Ridefinendo la comprensione di questa condizione... si pone alla comunità pediatrica una sfida traslazionale: esaminare se queste differenze di rete debbano guidare la prossima evoluzione della cura dell'autismo, integrando la capacità regolatrice, la consapevolezza interocettiva e il carico esecutivo come considerazioni cliniche da tenere in conto insieme al comportamento osservabile, e non semplicemente al suo servizio"...."l'addestramento di forme superficiali di comportamento senza supportare l'integrazione neurale sottostante può produrre prestazioni soddisfacenti ai fini della valutazione, lasciando però irrisolte le funzioni evolutive fondamentali."
Estratto dall'articolo scientifico "The inner life of autism: a call action", S. Merahn, USA, Reviewed by P. Raul University of Canberra, Australia, Frontiers in Pediatrics, agosto 2026
La teoria sensori-motoria dell'autismo proposta dal dr. Carl H. Delacato trova sempre nuove conferme nelle attuali ricerche scientifiche( gli articoli segnalati possono essere scaricati dal sito Frontieres Neuroscience)
RISULTATI SENSORIALI NELL'AUTISMO:IMPLICAZIONI PER LA COMPRENSIONE DEL DISTURBO, 2012, R.C. Caminha, C. Lampreia, Psycology e Neuroscience
RIPENSARE L'AUTISMO :IMPLICAZIONI DELLE DIFFERENZE SENSORIALI E MOTORIE PER LA COMPRENSIONE E IL SUPPORTO, 2013, A. Donnellan ed al. University San Diego,CA,USA
EMPATIZZARE CON LE DIFFERENZE SENSORIALI E MOTORIE: UN PASSO VERSO UNA COMPRENSIONE SENSIBILE DELL'AUTISMO, 2013, S.Kapp, University Los Angele,CA,USA
VERSO UNA COMPRENSIONE INTERDISCIPLINARE DELLA DISFUNZIONE SENSORIALE NEL DISTURBO DELLO SPETTRO AUTISTICO:UN'INTEGRAZIONE DELLA LETTUA NEUROLOGICA E SINTOMATOLOGICA, 2016, K. Schauder ed al., University of Rochester, USA
CONNETTIVITA' FUNZIONALE TALAMICA ED ELABORAZIONE SENOSRI-MOTORIA NEI DISTURBI EVOLUTIVI, 2023, S.K.Achuthan ed al. University Alabama, USA
Una guida per genitori e tecnici sulla lettura dei disordini sensoriali dei bambini con autismo.
Grazie al paziente lavoro del dr Carl H. Delacato possiamo ritrovare nel testo una descrizione acccurata di come i disordini sensoriali possono alterare il comportamento dei bambini.
Per comprendere l'autismo e sviluppare tecniche neuroriabilitative efficienti è necessario conoscere la fase sensori-motoria del neurosviluppo.
Le moderne neuroscienze sostengono che non possiamo conoscere la patogenesi dei disordini del neurosviuppo( autismo, paralisi cerebrale infantile, ADHD, Tourette, dislessia) senza avere una buona conoscenza su cosa sia un circuito sensori-motorio e sul cosa sia la sincronizzazione dei circuiti neuronali.
É specializzato nell'analisi dei processi di Organizzazione Neurologica, che caratterizzano la fase sensori motoria del neuro sviluppo, divenendo espertos nella progettazione di interventi riabilitativi per bambini con neuro sviluppo atipico. É iscritto al registro Professionale Delacato
Per richiedere una consulenza,si può contattare il Centro Studi Delacato via e-mail
O telefonicamente al 338.715.80.85
Le visite vengono svolte, inizialmente ogni 4 mesi ed in seguito ogni 8 , per poi arrivare a controlli annuali.